A32

I bestiari insegnano che l’unicorno può essere catturato da una bambina. 

Anno 2019

Ho sognato di sognare.

Nel sogno del sogno ero terrorizzata, correvo terrorizzata e ti ho chiamato.

Tu mi hai sentita e da questo sogno mi hai svegliata.

Ho dovuto ragionarci sopra,

tu non sembravi tu e oltretutto nella realtà tu sei morto,

non potevi essere tu due volte.

No, non ero sveglia per niente.

In barba ai miei ragionamenti, tu c’eri invece.

Avevi l’aspetto di un cavallo che però non era un cavallo.

Io ancora lì a ragionare e tu, tu ad osservarmi placido, con questo muso lungo e il corno sulla fronte.

Non ti ho riconosciuto subito.

Allora ho preso la decisione di sragionare e mi sono guardata addosso e poi le mani e a voce alta ti ho chiamato un’altra volta – Ti prego, portami subito una macchina fotografica!

Allora il tu cavallo cornuto si è fatto spettro e nella semi trasparenza ti ho visto,

io ti ho riconosciuto.

Sei scoppiato a ridere. Ma scusa, eh… – ti ho detto – A questo punto che noi siamo qui, tu sei qui, conciato così, io una foto che non esiste la vorrei.

Mi sono svegliata per davvero poi e, non c’era più bisogno di ragionare o sragionare,

tu non c’eri più.

Ho preso la decisione di uscire.

Questa volta la macchina fotografica ce l’avevo.

Questa volta ero sveglia.

Sono andata a cercarti, io sono venuta a chiamarti.

E tu, tu sei arrivato per davvero

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